martedì 29 ottobre 2013

Junior o Senior...questo è il dilemma...

Stamane, nella mia casella di posta elettronica è arrivato questo annuncio.
Dopo averlo letto tre volte mi son detto, ne ho letti di peggio in tanti anni, ma questo merita di essere citato.

Agenzia di Comunicazione con sede a ****** cerca risorsa Junior da inserire nel proprio organico.

Si richiedono:


  • Esperienza in una posizione analoga con clienti del settore IT e TLC (Che posizione? Nell'annuncio non è specificato che posizione, si parla solo di figura Junior)
  • Madrelingua Francese o Bilingue
  • Buon livello di Spagnolo
  • Buon livello di Inglese (Io conosco anche l'armeno, può servire?)
  • Laurea specialistica in scienze della comunicazione o equipollente. (E su questo, poco da dire, anche se ancora non si capisce cosa deve fare il fortunato Junior).
  • Esperienza pregressa in ufficio stampa, reportistica, attività di recall (Ma non era una figura Junior?)
  • Ottime doti di comunicazione per attività di recall (Recall? cioè devi fare il segretario/a che deve richiamare mezzo mondo?)
  • Ottima capacità di scrittura ed esperienza di redazione comunicati stampa (Salta l'ipotesi del segretario, rimane il dubbio sul Junioritudine della figura misteriosa richiesta)
  • Buona conoscenza dei Social Network e del Social Media Marketing (Ormai requisiti standard nel mondo della comunicazione)
  • Precisione, affidabilità e proattivà, uniti a un carattere dinamico e intraprendente (Altri requisiti che se non possiedi o non dici di possedere sei fottuto)
Si offre iniziale contratto di apprendistato o contratto a partita IVA (Quindi devi essere sotto i 29 anni, avere una laurea specialistica ed aver già maturato esperienza, senza apprendistato...esticazzi tutto loro vogliono).

Compenso lordo 800 € mensili fino ad un massimo di 1.100 € da valutare in base all'esperienza.

Astenersi mancanti di uno dei requisiti sopra esposti. (La chicca finale)

Quindi, quest'azienda vuole una figura Junior indefinita, e ripeto Junior, però da inserire in apprendistato, che sappia già fare quasi tutto, quasi a livello di un Senior ed offre uno stipendio da figura Junior o inferiore.

Che pensare di tutto questo? Non siamo al livello degli "Stagisti già formati" ma non ci distanziamo molto...

giovedì 24 ottobre 2013

Le Comunicazione nell'Italia di Oggi

Quando decisi di iscrivermi alla famigerata facoltà di  "Scienze della Comunicazione", ero pieno di sogni, di aspirazioni. Speravo di imparare un mestiere, di abbeverarmi da fonti inesauribili di creatività, immaginavo un radioso futuro di innovatore in un ambito che fa della continua mutazione la sua forza.

A distanza di quattro anni dalla laurea e con qualche esperienza sulle spalle posso dire che nulla si è avverato, al contrario, nemmeno nei miei sogni più cupi avevo immaginato una situazione così brutta.

Io da grande voglio fare il Copywriter, sono riuscito a farlo per periodi di tempi molto brevi ed è un'ambizione che ancora oggi inseguo. Ma, ahimè, il mondo della comunicazione in Italia oggi è quasi peggio della Terra di Mordor immaginata da Tolkien nel Signore degli Anelli.

Approfitto di una discussione avvenuta su facebook per condividere su questo blog alcune delle considerazioni amare che ho scritto da "insider" della Comunicazione italiana.

Perché la vedo così cupa? Proverò ad esporre il mio punto di vista:

1)Le aziende italiane non hanno una consolidata cultura della comunicazione, specialmente le piccole e medie imprese che costituiscono il pilastro portante della nostra decadente economia. In tempi di crisi tagliano nei settori giudicati inutili e la comunicazione rientra tra questi. Si concentrano tutte le energie sulla forza vendita e su pratiche spregiudicate, ignorando il fatto basilare che senza una buona strategia di comunicazione, la vendita parte svantaggiata.

2)L'università italiana ha immesso sul mercato del lavoro migliaia di laureati in Scienze della Comunicazione, una laurea amorfa che vuol dir tutto e niente. Un esercito di ragazzi che sa poco di tutto e che non si può specializzare in niente perché, non essendoci investimenti nel settore, le agenzie non assumono o, se prendono stagisti, li pagano (quando li pagano) una miseria e li relegano a ruoli marginali, senza insegnargli il mestiere.

3)Nonostante la contrazione del mercato, negli ultimi anni, hanno aperto centinaia di sedicenti web agencies, agenzie di comunicazione et similia. Si tratta di piccole organizzazioni con un paio di dipendenti e qualche freelance sottopagato che gareggiano tra di loro offrendo servizi di qualità variabile a prezzi bassissimi. Questo comporta una svalutazione del lavoro e delle professioni legate alla comunicazione.

4)Non trovando spazi, molti laureati si sono inventati freelance. Grafici, Copywriter, Web Designer etc. Un esercito di ragazzi, più o meno giovani, che sfrutta la rete, i forum e i siti di marketplace per "vendersi" a prezzo ridicolo offrendo servizi di qualità altrettanto bassa.

Questa è la comunicazione in Italia, una terra di nessuno dove le poche agenzie serie arrancano e spesso chiudono e dove tantissimi pesci piccoli lottano per dividersi le poche briciole che cadono dal tavolo.


mercoledì 23 ottobre 2013

Eccoci qui...

Ormai lo sappiamo bene. In Italia c'è la crisi, non c'è lavoro, i giovani scappano in Australia o in Papua Nuova Guinea.

I giornali e i telegiornali sono pieni di storie drammatiche, di giovani e meno giovani che in questo paese faticano a trovare un'occupazione e ripeto occupazione.

Non sto parlando di un lavoro dignitoso eh...per quello bisogna attendere, sperare o avere tanta fortuna.

Disquisire sul come siamo arrivati a questo, puntare il dito contro tale politico o tale burocrate (si farebbe centro in ogni caso) Ormai è diventato un mero esercizio retorico, lo sfogo di una generazione, la mia e quella di tanti altri trentenni come me, che a parte stracciarsi le vesti, "si costerna, si indegna, si impegna e poi getta la spugna con gran dignità" (passatemi la citazione colta).

Così, dato che trovare un lavoro, ormai, è diventato un lavoro, ho deciso di farlo a modo mio.

In questi mesi di disoccupazione selvaggia ho consultato migliaia di annunci, sono iscritto a newsletter, mailing list e siti di ogni genere, che ogni giorno mi riempiono la casella di posta di decine di mail che promettono lavori, gloria e ricchezza.



Ogni mattina mi alzo e mi immergo in questa giungla, una giungla fatta di trappole, annunci civetta, offerte che nascondono altri lavori, inserzioni "stagionali" e tanto altro.

Un mondo strano che, insieme alla mia compagnia, abbiamo deciso di raccontarvi, per sdrammatizzare, per riderci su, magari per aiutare qualche compagno di sventura a schivare i mille tranelli che oggi offre questo mondo del Non Lavoro.

Lo facciamo con il sorriso, perché non siamo fantasmi pallidi con il curriculum in mano, siamo essermi umani, persone che hanno studiato, hanno fatto sacrifici e che ora non CHIEDONO, ma VOGLIONO un lavoro...

Così giusto per ricordalo :-P

Photolog - Articolo 21 e Voce Arancio