giovedì 24 ottobre 2013

Le Comunicazione nell'Italia di Oggi

Quando decisi di iscrivermi alla famigerata facoltà di  "Scienze della Comunicazione", ero pieno di sogni, di aspirazioni. Speravo di imparare un mestiere, di abbeverarmi da fonti inesauribili di creatività, immaginavo un radioso futuro di innovatore in un ambito che fa della continua mutazione la sua forza.

A distanza di quattro anni dalla laurea e con qualche esperienza sulle spalle posso dire che nulla si è avverato, al contrario, nemmeno nei miei sogni più cupi avevo immaginato una situazione così brutta.

Io da grande voglio fare il Copywriter, sono riuscito a farlo per periodi di tempi molto brevi ed è un'ambizione che ancora oggi inseguo. Ma, ahimè, il mondo della comunicazione in Italia oggi è quasi peggio della Terra di Mordor immaginata da Tolkien nel Signore degli Anelli.

Approfitto di una discussione avvenuta su facebook per condividere su questo blog alcune delle considerazioni amare che ho scritto da "insider" della Comunicazione italiana.

Perché la vedo così cupa? Proverò ad esporre il mio punto di vista:

1)Le aziende italiane non hanno una consolidata cultura della comunicazione, specialmente le piccole e medie imprese che costituiscono il pilastro portante della nostra decadente economia. In tempi di crisi tagliano nei settori giudicati inutili e la comunicazione rientra tra questi. Si concentrano tutte le energie sulla forza vendita e su pratiche spregiudicate, ignorando il fatto basilare che senza una buona strategia di comunicazione, la vendita parte svantaggiata.

2)L'università italiana ha immesso sul mercato del lavoro migliaia di laureati in Scienze della Comunicazione, una laurea amorfa che vuol dir tutto e niente. Un esercito di ragazzi che sa poco di tutto e che non si può specializzare in niente perché, non essendoci investimenti nel settore, le agenzie non assumono o, se prendono stagisti, li pagano (quando li pagano) una miseria e li relegano a ruoli marginali, senza insegnargli il mestiere.

3)Nonostante la contrazione del mercato, negli ultimi anni, hanno aperto centinaia di sedicenti web agencies, agenzie di comunicazione et similia. Si tratta di piccole organizzazioni con un paio di dipendenti e qualche freelance sottopagato che gareggiano tra di loro offrendo servizi di qualità variabile a prezzi bassissimi. Questo comporta una svalutazione del lavoro e delle professioni legate alla comunicazione.

4)Non trovando spazi, molti laureati si sono inventati freelance. Grafici, Copywriter, Web Designer etc. Un esercito di ragazzi, più o meno giovani, che sfrutta la rete, i forum e i siti di marketplace per "vendersi" a prezzo ridicolo offrendo servizi di qualità altrettanto bassa.

Questa è la comunicazione in Italia, una terra di nessuno dove le poche agenzie serie arrancano e spesso chiudono e dove tantissimi pesci piccoli lottano per dividersi le poche briciole che cadono dal tavolo.


1 commento:

  1. Non posso non darti ragione.
    Io sono una Laureata in Scidecom che ha trovato lavoro grazie alla triennale in economia, non certo per la specialistica. (Comunicazione aziendale messa sotto lettere??? Ma perchéééééé???????) Prima ho fatto stage in 3 aziende diverse, anche gratis o lottando come una disperata per uno stipendio di 300€ mensili che arrivava quando voleva. Insomma sono una #guerriera (per restare in tema).
    Ritengo che la comunicazione sia un aspetto fondamentale, come dimostrano i recenti fail comunicativi di Barilla e Enel e che debba essere affidata a persone competenti, non al primo quaquaraqua! Ma ritengo anche che oggi il web ti dà parecchie opportunità di essere visto...se ti fai vedere. Fermo restando che hai ragione su tutti i punti, esiste anche una buona fetta di italiani che restano a casa a lamentarsi che non trovano lavoro, quando il loro massimo sforzo è guardare le offerte e mandare CV. Esistono poi quei rari e piccoli casi di persone che si reinventano, aprono blog, si fanno conoscere in rete partecipando a dialoghi, forum e discussioni, iniziano a creare contatti e, un giorno, riescono a realizzare i propri sogni. Sono pochi, pochissimi ed io ho la fortuna di conoscere uno di quei casi, quindi so che esistono e questo mi dà una speranza.
    La situazione è già difficile e deprimente, cerchiamo di reagire e non buttarci giù! ;)

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